Sempre più spesso sentiamo parlare dell’importanza della vitamina D. Proviamo a conoscerla meglio grazie ad un approfondimento redatto dal nostro Biologo Nutrizionista Omar Scomodon:
La vitamina D, considerata sia vitamina che ormone, aiuta a controllare i livelli di calcio e fosfati nel sangue ed è essenziale per la formazione di ossa e denti. Inoltre, altri studi, hanno rilevato come questa vitamina riesca a bloccare l’azione di un particolare enzima (11-βHSD1) necessario per produrre l’ormone dello stress, cioè il cortisolo, che aumenta la pressione del sangue, restringe le arterie e stimola i reni a trattenere acqua.
Vitamina D e performance atletica
La vitamina D, assunta in forma di integratore, sembra favorire la performance atletica e diminuire il rischio di malattie cardiovascolari.
E’ quanto si evidenzia dai risultati preliminari di uno studio proveniente dalla Queen Margaret University di Edinburgo e presentato alla conferenza annuale della Società di Endocrinologia in corso nella capitale Scozzese.
In questo studio i ricercatori hanno somministrato a 13 adulti, abbinati per età e peso, una determinata quantità di vitamina D al giorno o un placebo per due settimane. Si è così visto che quelli che avevano preso la vitamina D avevano una pressione sanguigna più bassa e meno cortisolo nelle urine rispetto a chi aveva preso solo il placebo. In un test per valutare la forma fisica inoltre, quelli con la vitamina D hanno pedalato 6,5 km in 20 minuti con meno sforzo, migliorando la loro prestazione iniziale di 5 km.

Colon irritabile e carenza di vitamina D
La sindrome da colon irritabile è un disturbo diffuso e molto variegato, sia nei sintomi (i più comuni sono dolori e crampi addominali, costipazione o diarrea) sia nel livello di gravità che lo contraddistingue. Si stima che colpisca il 10-15% degli adulti, è esacerbato da dieta scorretta e vita stressante e, in molti casi, può avere un impatto significativo sulla qualità della vita.
Uno studio condotto presso l’Università di Sheffield guidato da Bernard Corfe e pubblicato sulla rivista BMJ Open Gastroenterology, ha evidenziato che l’82% dei soggetti che lamentano disturbi riferibili alla sindrome del colon irritabile mostrano anche una carenza di vitamina D.
Analizzando il sangue di un gruppo di pazienti con questo disturbo intestinale inoltre è emerso che: la gravità del disturbo per ciascun paziente è intimamente correlata col grado di tale carenza vitaminica, ovvero, maggiore è la carenza di vitamina D, più grave ed invalidante si presenta il disturbo. Lo studio suggerisce quindi l’opportunità di fare uno screening della concentrazione di vitamina D in pazienti con questo disturbo e potenzialmente anche di tentare un’integrazione vitaminica per verificare se questa possa essere di aiuto nella gestione dei sintomi.
